mercoledì 10 marzo 2010

La mia tesi...

E finalmente ho terminato anche il Master in Management infermieristico per le funzioni di coordinamento, all'Università Campus Bio Medico di Roma...

Ecco il titolo:

La rete internet, il network satellitare ed il teleconsulto,  
quali strumenti migliorativi per la comunicazione, 
in un ospedale ubicato in un’area rurale del Kenya

Tesi.JPG
 

Abstract

L’unità operativa del  Cottolengo Mission Hospital di Chaaria, opera in una zona rurale e poverissima del Meru, in Kenya (Africa).
Il Cottolengo Mission Hospital è la denominazione ufficiale che il Ministero della Sanità del Kenya ha dato al servizio del Cottolengo di Chaaria, riconoscendo e approvando le strutture da tempo operanti (Dispensario e Centro dei Buoni Figli) come Cottage Hospital and Maternity. Nel 2009 i ricoveri sono stati 8680, in continuo aumento (nel 2000 erano stati circa 4000). Il numero dei pazienti ambulatoriali è rimasto costante, attorno ai 70.000 all’anno.
Tesi1.JPGLa qualità del servizio è notevolmente aumentata con nuove prestazioni sempre più specialistiche e complicate. Attualmente i  posti letto sono 160, e vengono offerti servizi di Medicina Interna, Pediatria, Maternità, Riabilitazione-Fisioterapia e Chirurgia Generale.
E’ presente inoltre un programma di prevenzione, diagnosi e terapia dell’AIDS e delle malattie sessualmente trasmesse, un servizio giornaliero di vaccinazioni per i bambini e di prevenzione per le donne in gravidanza.
Il personale consta di 2 medici a tempo pieno, 3 clinical officers, 2 registered nurse, 16 community nurses, 2 fisioterapisti, 4 tecnici di laboratorio analisi e una Pharmacy Technician. Molti sono inoltre i dipendenti addetti alle pulizie e alla gestione della lavanderia e sterilizzazione.
Il supporto fondamentale è anche quello di un ottimo gruppo di volontari italiani che prestano la loro opera a titolo completamente gratuito. Essi sono per lo più infermieri, medici, dentisti e fisioterapisti.  Per il 2009 è stato registrato un totale di 90 volontari.
Viene organizzato costantemente un programma di formazione infermieristica permanente sia per gli infermieri interni (una volta la settimana), sia per gli infermieri dei dispensari limitrofi (una volta al mese), sia per tutte le strutture della diocesi di Meru (1-2 volte all’anno).
Utilizzando gli strumenti appresi durante il percorso di studio del Master in Management infermieristico per le funzioni di coordinamento, verranno seguiti i seguenti steps:
Obiettivo Tesi: Sviluppo di un intervento migliorativo per le criticità emerse dell’unità operativa in oggetto, attraverso lo strumento della connessione satellitare internet ed il teleconsulto con il Progetto (Ipocm) già iniziato ed in fase di avanzamento.
Metodi: Sulla base di un’ esperienza sul campo dell’autrice e di una collaborazione attiva già da alcuni anni, nel presente lavoro sono illustrate alcune fasi relative allo studio e alla realizzazione del progetto in questione.
Alla descrizione dell’unità operativa del Chaaria Mission Hospital segue un’analisi organizzativa dettagliata ed una valutazione della letteratura esistente sul tema, sia avvalendosi di formule di ricerca e sia direttamente presso la segreteria del ministero della salute per valutare il sistema direttamente sul campo.
Attraverso l’elaborazione di un cruscotto direzionale, sono state sviluppate alcune key performance indicatoralutandone la misurabilità, Tesi2.JPGprendendo in considerazione due categorie di stakeholder: v
- gli utenti: Disponibilità di adeguati presidi e strumentazioni specifici per il singolo caso; Conoscenze specifiche delle varie singole patologie con possibilità di consulto clinico; Indicatori per misurare la dimensione “input” (Profilatura dell’utenza potenziale, Profilatura del tipo di richiesta, Numero delle richieste);  Indicatori per misurare la dimensione “output” (Misura del bisogno non corrisposto, Numero dei casi valutati, Numero prese in carico, Tempi di risposta, Qualità di prestazione e appropriatezza dell’intervento).
- le risorse umane:  Soddisfazione espressa rispetto ai turni di servizio; Disponibilità ai cambi turno e straordinari; Grado di stress, burn-out e senso di solitudine; Numero guasti imprevisti; Numero casi di mancanza attrezzature idonee; Adeguatezza dei sistemi e software; Complessità di utilizzo degli strumenti.
E’ stata effettuata una raccolta sistematica dei dati, basata sull’intervista e attraverso la somministrazione di questionari e compilazione di griglie, durante il mese di dicembre 2009, tramite la collaborazione di un volontario presente sul posto nel mese di riferimento e soprattutto, del medico responsabile  della struttura.
Risultati: L’analisi relativa allo stakeholder “utente finale”, mostra una criticità della disponibilità di adeguati presidi e strumentazioni specifici per il singolo caso e delle conoscenze specifiche delle varie singole patologie con possibilità di consulto clinico, oltre che sottolineare la necessità di richiedere informazioni presso centri di eccellenza italiani per i casi di patologie “sconosciute” o di difficile diagnosi.
L’analisi relativa allo stakeholder “risorse umane”, mostra una criticità delle tecnologie idonee e grado di informatizzazione e soprattutto, evidenzia un elevato livello di stress e un alto grado di senso di solitudine e di oppressione in alcune scelte diagnostico-terapeutiche, particolarmente complesse o di forma rara e/o sconosciuta, con scarsa possibilità di confronto con l’esterno.
Tali criticità, pur coinvolgendo due tipologie di stakeholder differenti, convogliano il loro intrinseco contenuto, nel medesimo sviluppo del problema: quello della comunicazione con l’esterno.
Il Progetto attivato: Assistenza sanitaria e tecnologie avanzate, una relazione operativa che in ambito socio-sanitario e umanitario è particolarmente preziosa. Molti Paesi in via di sviluppo si trovano a fronteggiare le complessità clinico-diagnostiche e tecnico organizzative in condizioni di grave carenza di medici e di operatori sanitari, di ristrettezze economiche e strumentazione inadeguata.
L'Alleanza Ospedali Italiani nel Mondo attraverso il progetto Ipocm, promuove un servizio d'avanguardia e di eccellenza:  il "teleconsulto" medico. Ben 44 ospedali italiani - molti dei quali fondati e retti da missionari e volontari cattolici - dislocati in venticinque Paesi del mondo sono collegati on-line, via Internet terrestre e satellitare, con 32 centri di eccellenza medica della Penisola per effettuare teleconsulti. Il teleconsulto medico offre anche possibilità di formazione a distanza, promuovendo la crescita della qualità delle prestazioni sanitarie erogate dai centri sanitari italiani dislocati in quattro continenti e la riduzione di situazioni di criticità di tipo clinico-diagnostico e tecnico organizzativo.
"Punta di diamante" dell'attività dell'Alleanza è il servizio di teleconsulto offerto in modalità sia asincrona che sincrona e, di recente via web utilizzando i più comuni browser,  che consiste nella possibilità per i medici, situati in postazioni remote, di confrontarsi con gli specialisti dei Centri nazionali di riferimento per valutare un particolare caso clinico attraverso l'analisi del maggior numero possibile di informazioni a loro disposizione e l'impiego, ove necessario, della video conferenza personale, utile per eventuali confronti diagnostici, scambi di pareri, sulla base delle specifiche conoscenze cliniche di ciascun professionista.
Dal 2004 l'associazione ha gradualmente reso disponibili nei nosocomi italiani all'estero una postazione telematica completa ed un accesso ad Internet a larga banda, terrestre o satellitare, quest'ultima in particolare nell'Africa Sub-sahariana. Il teleconsulto è attivo, a pieno regime, dalla metà del 2005 e oggi conta una banca dati di oltre 1200 teleconsulti specialistici con cartelle di diagnostica per immagini e refertazione allegate, svolti tra i circa 300 specialisti resosi disponibili  nei Centri di riferimento nazionali e i medici degli ospedali all’estero. Il servizio è a disposizione dei 3615 medici operanti negli ospedali all’estero e i livelli di servizio prevedono settantadue ore per la risposta dalla ricezione della richiesta e fornisce ipotesi interpretative sulla patologia, la diagnosi e le indicazioni di possibili prassi terapeutiche.
Due, in media, i teleconsulti al giorno. I medici, di alta professionalità, offrono le proprie competenze in forma totalmente gratuita.
Un problema molto sentito tra quanti lavorano in Paesi in via di sviluppo è l'isolamento. Spesso i medici volontari sono sovraffaticati e sulle loro spalle gravano responsabilità enormi. La solitudine pesa tantissimo dal punto di vista psicologico. Altrettanto indubbi, però, sono i benefici sul piano dell'affinamento professionale e della crescita umana. L'essere vicini a chi soffre condividendone il cammino dona una visione più ampia e più profonda sul mistero della vita e sui destini ultimi dell'uomo.
Conclusioni: La criticità più importante che è emersa, quella legata alla difficoltà di comunicazione e scambio informativo con l’Italia ed il resto del mondo ed il senso di isolamento e solitudine degli operatori sanitari che prestano servizio presso l’unità operativa in oggetto, ha trovato sicuramente soluzione almeno parziale attraverso la realizzazione di un blog altamente interattivo e soprattutto del progetto IPOCM.
Infatti,  il primo ha realizzato un rapporto interpersonale seppure mediatico e virtuale, costruendo una rete di comunicazione e di scambio tra i volontari di vari paesi del mondo ed il personale sul posto ed ha permesso la condivisione di obiettivi comuni oltre che l’abbattimento del senso di chiusura e solitudine; infine ha concretizzato la diffusione di informazioni, migliorando l’aspettativa dei cooperanti in procinto di recarsi a Chaaria ed abbassandone la soglia di “idealizzazione” della missione in Africa ed al fine ultimo di reperimento di risorse umane per il volontariato ed economiche per il sostegno al difficoltoso budget della missione.
Il progetto IPOCM con il teleconsulto invece, ha costituito nell’intenzione progettuale, uno strumento di supporto clinico-diagnostico di terzo livello, maneggiato da medici specialisti che operano nelle strutture sanitarie all’estero. Per tale peculiarità, il teleconsulto dell’Alleanza si distingue nettamente da altri strumenti telematici utilizzati in medicina relativi alla gestione del paziente (teleassistenza, telediagnosi, ecc.) in quanto esso soddisfa non il fabbisogno di diagnosi o monitoraggio di dati biometrici a distanza, bensì il dubbio clinico, diagnostico e terapeutico espresso dal medico che opera in piena autonomia e a distanza a contatto con il paziente.

Nadia Monari
 
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1 commento:

Giuseppe ha detto...

Complimenti Nadia un saoluto...giuseppe